Egli scrutò il mistero:
un abisso di luce,
perduto,
senza il pietoso limite
di un orizzonte.

E tremò.
Conobbe lo sgomento
dell'infinito:
egli, il Signore.
Lo conobbe per noi,
pulviscolo più lieve
del nulla.
Sentì l'immane peso
del suo tremendo
disastroso amore.

Allora
discretamente
coagulò la luce.
Disse: «Maria».
Vide in te l'orizzonte
da cui poteva
trasparire suo Figlio.
Vide l'Attesa
nel vuoto puro.

E tu fosti, Maria.
Fosti l'innesto
della sua pace:
tutta aperta all'immenso
del suo venire;
tutta china sul passo
centimetrato
del nostro andare.