Era chiusa la porta:
ferro greve, di morte.
E i visi erano cupi.
Muri.
Muri e filo spinato:
speranze dilaniate
da potenti voltaggi assalitori.

Era chiusa la porta:
cardini arrugginiti.
La storia urlava,
ammanettata;
vanamente protesa verso orizzonti liberi.

Un uomo disse: «Aprite!
Non abbiate paura.
Aprite all'Altro Uomo;
egli è l'unica via».

E un cardine si è mosso.
Una luce sottile
come una lama
taglia il filo spinato.
Un sorriso sul mondo:
trepidante, presago
di un bene inesplorato.
Umanità inesperta della pace.

Porta schiusa; mistero
che dà brividi al cuore;
appello affascinante
verso un crescere ignoto;
svolta ardita, che strappa
a un incallito pigro disperare.

Ma la porta essenziale
ha il volto di una Donna:
radicata sul cardine
di un volere che all'alba della storia
ha contemplato un sogno di salvezza.

Donna di viva carne,
donna del sì totale;
tessuto immacolato,
ancella che si piega sul mistero.

Sei la porta creata dall'amore,
gratuitamente, Vergine;
ma la tua chiave è libera.
e tu la scagli,
senza ritorno,
nel gorgo della fede.
Apri all'Uomo che è via;
apri all'Uomo che è luce di speranza.

Nel tuo gesto la storia si fa nuova,
protesa verso un punto di salvezza;
e il muro cede;
e germina nel mondo
un presagio di pace.