Non ti darò altro nome;
voglio chiamarti mamma.
Voglio invocar l'amore
che affina il tuo candore.
Ancor non ho la fiamma
che tutto trasfigura
e radica la vita
nella tua luce pura;
ancora mi trascina
un peso di fralezza
e l'anima s'incrina
a un soffio di ferita.
Non chiedere se figlia
mi mostri il mio lottare,
se l'umile tuo volto
si possa in me trovare,
se il fervido prodigio
d'un' incrollabil fede
mi renda a te diletta.
O Mamma benedetta,
sul misero squallore
inchinati pietosa;
oh non cercare un fiore
nella landa pietrosa!
Soltanto il palpitare
ascolta della vita
che s'agita nel cuore.
Nell'intimo un sospiro
di nostalgia infinita
si dilata nel nome
che illumina la via:
il nome tuo, Maria.