(leggenda)
Abramo disse: «Angeli, accordate
le vostre cetre; e voi, santi e santoni,
la nivea barba presto ravvïate;
v'attendo in portieria fra un momento...
È qui, capite? Oh, che bel sorriso!
È giunta or ora... Vado a farle onore!».

In un baleno tutto il paradiso
fu pronto a festeggiar l'Immacolata.
V'erano i Patriarchi ed i Profeti,
Giacobbe, Isacco, Davide, Eliseo:
Sparsero fiori, stesero tappeti,
imbandiron le mense più preziose.

E quanti canti! Quali melodie!
Che festoso tripudio! In mille cori
cantavano le angeliche armonie.
Sorrideva contento il Padre santo,
assiso sul suo trono di rubini;
poi chiamò a sé la Vergine Maria,
lucente più di tutti i serafini.

Gli angeli allor si strinsero a consiglio;
c'erano tutti. Disse Gabriele:
«Qui c'è un error, fratelli miei; che fare?
L'anima di Maria è giunta sola
in paradiso. Dite; che vi pare?».
E gli altri ad una voce: «Noi vogliamo
che sua preda la morte pur ci renda!
Michele armi i suoi prodi ed un drappello
di valorosi giù nel mondo scenda,
per strappare al sepolcro il corpo santo
della Regina, madre del Signore!».

Un cherubino volle interloquire:
«Siate pazienti! Calma! Che furore!
Un dì risorgerà con gli altri santi
anche Maria; il tempo qui che vale?
Eterno è questo regno...». «Parli bene
- disse allora un arcangelo -, ma tale
non è il giudizio nostro. Noi vogliamo
che subito risorga, e glorïosa
rifulga e regni accanto al Padre santo
la soavissima divina Sposa».
«Diciamolo al Signor...». «Oh, non conviene!
È meglio approfittar di questi istanti:
la porta è spalancata; Abramo ride
laggiù, felice, con quei vecchi santi...»

Detto fatto. Spiccarono un gran volo
e furono al sepolcro di Maria.
Come batteva il cuor! Ma Gabriele
prese la salma e comandò: «Su, via,
ritorniamo lassù prima che il mondo
il nostro furto scopra e si ribelli.
Osanna! È nostra la Stella del cielo;
cantiamo tutti in coro, o miei fratelli!»

Quando Abramo li vide, corse al Padre:
«Non so che dir, ma gli angeli, Signore...»
E l'Eterno sorrise: «Abramo mio,
li mosse il mio voler tutto d'amore.
Ora chiama i celesti qui al mio trono:
Maria sarà per sempre incoronata;
e le genti che ancor gemono in terra,
in mille lingue la diran beata».