Tu vieni. Per questo nel cuore
c'è un palpito primaverile
di piena esultanza, d'amore,
d'azzurra innocenza gentile.

Tu vieni. Per questo s'allenta
la stretta del cieco egoismo,
e ognuna si schiude contenta
a un sogno di puro eroismo.

Tu vieni, portando nel grembo
un fascio di mistici fiori,
portando la pace di un lembo
di cielo, portando splendori.

Tu vieni con fervido zelo
all'umile nostra preghiera,
che trepida come uno stelo
d'aprile alla brezza leggera.

Tu vieni, soave Regina,
e l'anima in festa ti accoglie.
La dolce tua mano divina
dai vani pensier la distoglie.

Tu vieni, tu, l'unica fata
che possa, con tocco sicuro
da un'erba testé germogliata
far sorgere il grano maturo.

Sì, vieni! Non vedi nell'aria
sfrecciare le rondini liete?
Noi pur, nella vita precaria
del tempo, di voli abbiam sete.

Sì, vieni! Potremo appoggiare
così, verso sera, al tuo petto
il capo spossato, e trovare
in te l'immortale diletto.