Non hai avuto l'esperienza umana
del pentimento, Madre del Signore?
Non hai sbagliato mai? Non hai rimpianto
un gesto, una parola, un indugiare
pigro sull'io? Non ti sei trovata
Infedele alla forza dell'Amore?
Eppure tu hai vissuto l'umiltà.

Com'è questo mistero di purezza
che svuota e riempie sino all'infinito?

Tu hai sentito le forze del peccato
come un'ombra mortale,
che soffoca d'orrore e di chiusura
che imprigiona la vita
e strozza la Parola.

Tutto il nostro peccato
intride quel tuo Figlio
sino a farne un rifiuto per la croce.

Non ti è mancata l'esperienza umana
del pentimento per tutti i peccati:
per gli orrori del mondo e della storia.
Non ti è mancato il pianto
per le nostre sconfitte, per le scelte
che fanno male e fasciano di buio
la mente e il cuore.
Tu conosci l'abisso
gelido e devastante
di chi è cieco al Creatore.

O Madre, tu che sai,
tu immacolata e conscia,
tu intatta e sanguinante d'agonia,
sei speranza di luce.