(davanti a un’immagine pasquale)

Eva disse a Gesù: “Tu sei mio figlio.
Sei venuto a incontrarmi fin quaggiù;
e mi porti con te nel paradiso…
 
Un albero per me tutto iridato;
un albero per te nero di morte.
 
Il mio peccato, plumbeo sul mondo,
libertà che respinge la Parola,
tormento di strettoie senza fine.
La tua obbedienza, luce di salvezza.
Chiodi piantati vivi nella carne.
Desertificazione del divino.
 
Sei figlio mio, Gesù, sete infinita
di secoli e millenni rutilanti
nell’universo. Secoli annegati
nel pianto e nella morte.
 
E tu sei arrivato e sei risorto
perché tutto è compiuto.
Hai redento la morte. E accanto a te
c’è quella Donna, figlia;
nata dal sangue mio, che ha detto sì.
Figlia e madre per me: mistero immenso.

    Mistero di salvezza senza fine”.