Dimmi il tuo nome, Angelo di Dio!
Mi sei d'accanto; sento che il tuo cuore
palpita in me, più della stessa vita,
più del pensiero intimo al cuor mio.
Ma non so coglier la profonda nota
della tua voce;
non so fissar nell'anima la stella
del tuo sguardo immortale.

Dimmi il tuo nome, Angelo di Dio!
Parlami forte. Svelami l'incanto
del mistero d'amor che mi circonda
e che m'invita al cielo!
Vedi quale tormento
di lotte oscure
s'agita nel mio spirito che geme.
Vorrei librarmi a volo
nell'infinito spazio della luce
inebriante;
ma c'è un peso di terra nel mio cuore.

Angelo fido, l'ala incerta e greve
rasenta il suolo.
O tu che ignori
lo smarrito sospiro dell'esilio,
fa' che divampi ed arda la mia fiamma;
sazia la viva sete
dell'anima che anela al suo Signore.

Offerta come te, voglio passare
nel terreno deserto;
con te voglio intonare
all'Agnello immolato
il cantico che il mondo non intende.

Voglio tacitamente
accarezzare il capo del fratello,
unire al suo sudore il sudor mio,
accordare il mio passo
col faticoso ritmo del suo andare.

Angelo, dammi un alito di grazia,
una virtù operosa.
Guardami:
e l'eco travolgente
del tuo palpito santo
m'indicherà il cammino.