(Messa d'addio al papa Giovanni Paolo II)

Un Vangelo sfogliato
dal vento.
Una vita donata:
senza confini.
Fogli aperti
allo schiaffo dell'aria;
giorni spalancati al mistero,
interfacciati
al rischio del sì.

Hanno aperto quel libro
sulla tua bara.
L'hanno aperto a una pagina precisa,
determinata.
Hanno accarezzato quella pagina,
per mantenerla fissa
sulle parole
che la loro saggezza
aveva scelto per te.
No. Tutto il Vangelo era tuo:
tutto il Vangelo; tutto:
dall'Alfa all'Omega;
ogni accento, ogni iota.
L'aveva scritto Cristo per te;
l'aveva sottoscritto la tua vita.

Il Vangelo era lì, sulla tua bara;
e il vento lo scavava.
Eri un ragazzo senza mamma,
eri un giovane sommerso dalla guerra.
Eri un uomo, un prete ferito dentro
da tanto orrore
riversato sul mondo.
Eri un papa: scavato dentro.
Tanto vuoto di dolore:
tanta luce pasquale.

Il vento scava il Vangelo.
La Pasqua scava la vita.
E tu guardavi il mondo
con gli occhi della tua pasqua,
con gli occhi della Pasqua del Signore.
Vuoto di te. Pieno d'amore. Il Vangelo.

Vangelo sfogliato. Vangelo che si muove,
agile, giovanile.
Vangelo sempre nuovo.

E il vento poi l'ha chiuso,
ma non sul suo finale.
L'ha chiuso sulla pagina iniziale.
Siamo noi quel Vangelo:
chiamati a incominciare.