Tu sei nato per essere azzurro.
Tu sei nato per essere vita.
Conca immensa dai mille riflessi,
straripante di guizzi gioiosi.
Tu sopporti ogni peso natante
e ti srotoli saldo e paziente
sotto il corso di chiglie e fasciami.
Sì, t’impenni, ti copri di spume,
alzi ondate possenti e mortali,
ma poi torni bonario a lambire
le tue coste con lieve sciacquio.
Tu ci chiedi prudente attenzione;
non vuoi morti addossati ai fondali.
Quei trafitti li esige soltanto
l’ingordigia di amare coscienze
tutte avvolte nel freddo agghiacciante
che sconvolge e disgrega l’umano.
Mare nostro, ritorna a danzare
coi delfini che saltano lieti.
Torna pure a muggire accigliato
con le spume lanciate allo zenit,
ma non tendere agguati insidiosi
alla vita precaria e fugace
del migrante che scruta il futuro
con un sogno di pace nel cuor.