Sono in mezzo a un incendio divorante;
e tu mi puoi salvare, Signor mio.
Sto annegando nel nulla e tu mi salvi
perché sei Via, Vita e Verità.
Sono nel mare cupo e senza rive
di questo mondo misterioso e atroce,
dove soffiano i venti della morte,
dove ogni giorno, dove ogni minuto
è un passo ferreo e duro che mi porta
verso un inesorabile nerume.
 
E tu mi parli di un’immensa luce,
di un respiro di vita senza fine,
di un amore che vede la fiammella
di quell’«IO» che invoca libertà.
E sei morto per darmi la salvezza,
per tendere la mano lacerata
che abbassa su ogni lago della terra
la cresta delle ondate spumeggianti
e che poi accarezza e benedice,
creando solo la felicità.