Perché sei venuto?
Potevi lasciarmi dormire.
Avevo un gingillo
di creta;
avevo un tepore
di nido in penombra;
avevo una strada battuta,
fra sponde
d'umana sapienza.
Avevo un respiro
ritmato dal numero fisso.

Ma tu sei venuto.
E un rischio di morte ha insidiato
la pace di carne.
E il passo s'è visto dinanzi la rupe.
E l'occhio ha sfondato il confine:
soltanto l'azzuro perduto
del cielo;
l'azzurro abissale.
E tutta la luce ha sferzato
le ciglia incrinate.

Perché sei venuto?
Non senti l'angoscia
di un battito d'ora
chiamato a sposare l'Eterno?
Avevo un preciso orizzonte;
e tu mi hai portato il mistero.

°°°°°°°°°°
Avevo...
Avevo un tumore di sogni
fallaci.
Avevo un'informe manciata
di formule anguste.

E tu sei venuto.
Violento: hai compresso la luce
nell'arida capsula umana.
Violento: hai tirato le membra
del mondo
per farle arrivare al tuo cielo.
E tutta la storia ha tremato;
e nulla è rimasto integrale.

°°°°°°°°°°
Ma tu sei la vita che vibra
d'ebbrezza infinita:
magnete divino dei cuori.

Perché sei venuto?
Potevi lasciarmi svanire.

Avevo nel cosmo il mio punto
d'appoggio:
strettoia asfissiante.

E tu sei venuto:
l'Amore.