E tu ritorni.
Ancora.
E la tua grotta è di cemento armato.
Sul tetto una ressa d'antenne:
spasimo di curiosità.

La tua grotta è il crocicchio delle strade:
ciclone di motori.
Stella: il semaforo verde.

Tu vieni.
E la tua grotta
è il tugurio di latte di petrolio.

Perché ritorni?
Non c'è posto sulla striscia di Gaza.
Non c'è posto sui campi del terrore.

Perché ritorni?
Il cuore bianco
è stretto:
basta una pelle nera
per chiuderlo all'amore.

Perché ritorni?
Non senti il tintinnio
delle monete
preparate per venderti?
La busta-paga
è il vangelo mensile.

Tu vieni.
Non sei straniero.
Sei tutto un pullulare di salvezza.

Segni la strada al missile
che cerca l'orbita;
sei il telecomando
che lo guida a vibrare
la tua gloria nei cieli.
Tocchi il polso all'angoscia:
il suo volto è la fame del tuo amore.

Tu vieni.
L'uomo atomico è stanco:
cerca il contatto morbido
della tua mano.

E tu sai che l'antenna sul suo tetto
è un grido alla tua luce;
sai che l'atomo scisso è la potenza
di un'ansia d'infinito.

L'uomo ha scavato un vuoto:
è questa la tua grotta.
Vieni; e sarà chiarita
la formula del mondo.