Che cosa vedi, stella di Betlemme?
Vedo tutti gli abissi della luce
nel sorriso di un Bimbo.
L'universo si fa opaco
e il cantare dei cieli ammutolisce..
È nata la Contraddizione.

Questa piccola vita
darà morte alla morte;
questo vagito lieve
sarà voce
che dirà gioia il pianto,
luccicare di grazia
la povertà del cuore.
E questa madre vergine
regnerà nel servizio più totale.
E quest'uomo silente
non ha un figlio, ed è padre...

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Che cosa vedi,
stella che scintilli sul mondo?
Vedo l'urlo negli occhi dei bambini.
Vedo l'odio vorace,
che annerisce di morte
le aurore del Signore
e fulmina di fuoco
le sue notti argentate.
Vedo le vie tortuose
che non sanno mirare
al punto della gioia.
La cercano ansimando;
la disdicono
nei labirinti oscuri
delle scelte insensate.

E vedo il mondo
avvolto da una luce
che invoca il Padre;
il cuore limpido
di chi non sa se stesso:
poveri tutti aperti alla speranza.

Allora il Padre ci guarda;
penetra con la luce il nostro dramma,
soppesa la follia,
e il suo cuore trasale
di compassione immensa.
«Poveri figli minimi – ci dice –
questo mio Bimbo,
questo vostro Bimbo
è l'innesto della Sapienza».