Un giorno si accese la storia del mondo
nel puro splendore dei cieli.
Un atto grondante di eterna potenza
la trasse alla vita.
E fu un incalzarsi di palpiti arditi,
fu un limpido aprirsi di cuori
stupiti di avere l'Amore.
Ma presto la rauca superbia
travolse la gioia;
ed ogni sospiro fu l'eco angosciosa
di un morso segreto.
E gli occhi, fissandosi ansiosi negli occhi
trovarono il grido del buio.
Ed ecco: la storia del mondo
rimpianse accasciata
la gloria di avere l'Amore.
E giacque nell'orrida schiuma del male
e vide le stelle svanire
dal suo firmamento.
Finché l'implacabile schianto dei cuori
si spinse a incrinare di pianto
il chiuso splendore dei cieli.

Allora una voce grondante
d'eterna clemenza
ridisse la vita.
Il Verbo discese col volto di un bimbo
e intrise di grazia la storia del mondo.
Ancora, placando la lotta dei palpiti amari,
più forti, più nuovi s'aprirono i cuori,
stupiti di stringere vivo,
visibile, umano l'Amore.
E gli occhi, fissandosi ansiosi negli occhi
trovarono il grido lucente
di un'ampia speranza.
Fidente la storia del mondo
s'avviò verso un punto divino.
La fame dei secoli ebbe il suo Pane.
I gemiti della miseria
trovarono pace nel Verbo
vibrante sul volto di un Bimbo.

Avanza la storia del mondo
e sempre nell'arduo mistero
che cinge il suo corso
avrà lo stupore infinito
d'imbeversi tutta d'Amore.
Finché, nell'estremo sospiro dei tempi
dirà: «Gesù, vieni, Signore!»
Ed ecco, grondante di gloria
la mano del Verbo incarnato
porrà il suo suggello
nel vivo splendore dei cieli.