(leggenda)

- Giuseppe, ho gran timore...
ascolta:
Non odi dei soldati
l'orribile clamor?
Trema il suolo, Giuseppe,
e trema il cuore.
Senti, Giuseppe,
il pianto di Rachele...
si ripercuote in questo cuor di madre,
qui, nel segreto.
- Maria, non t'angosciare;
sei madre, sì, ma del Figlio di Dio.
Potrà l'odio dei tristi
ostacolar l'onnipotente amore?
- Egli veglia dal cielo, ma una croce
si profila lontana...
Il Bimbo dorme.
O Salvator del mondo,
così indifeso, esule, ramingo!
- Ecco, Maria, ecco un casolare;
la finezza dei poveri
forse ci accoglierà.

- Seminator, che dai la vita al solco,
tu vedi questa donna affaticata.
Non negarle un rifugio;
la incalza la violenza dei malvagi...
- Entrate. L'innocenza
vi traspare dagli occhi.
Agli umili angosciati
non mancherà il mio pane.

Scende la notte. Nel silenzio acuto
veglia e prega Maria.
Improvviso la riscuote un frastuono.
- Apri! – si grida – Siam soldati di Erode!
Il contadino accorre.
- Apri! – sussurra l'Ancella del Signore –
Dal ciel ci veglia Iddio.
- Tre ribelli cerchiamo!
Re dei Giudei! Ribaldi traditori!
Ma all'ira del sovrano
non potranno sfuggire!
Di' tu, rispondi! Li vedesti mai?
Un betlemita con la moglie e il figlio...
Re dei Giudei! Pezzenti!
Ritornate alla pialla ed al martello!
- Li vidi, sì, quando al morir del giorno
seminavo qui presso.
Saran lontani ormai, verso l'Egitto... -
Intanto nella casa:
- Maria, da questa parte, presto!
Nel campo, là, tra quelle fitte spighe!
- Vogliamo entrare! – gridano i soldati –
Chissà che la tua casa
non nasconda i ribelli...

- Non ci sono. Ma bada
tu, contadino!
In groppa, su; seguiamo quella via!
- Sono andati, Signore!
I miseri son salvi...
Ma là, nel campo, tutte quelle spighe!
Ieri sera soltanto seminavo...
Ma allora, quei viandanti...
- Sì, fratello, viviamo.
S'è compiuto il prodigio dell'amore.
Addio, fratello; sulla tua dimora
oggi è scesa la pace.
Tu hai visto la salvezza d'Israele -.
E vanno, mentre gli angeli nel cielo
cantano: - Ave, benedetta spiga
destinata ad accogliere il Signore!