Tu non conosci gli eufemismi.
Dici: «Ipocrita! Guai! ».
Parli di uncini che cavano gli occhi
E di coltelli che stroncano i piedi;
ti manca il "saper vivere".
Non hai imparato a strizzare l'occhio
o a scrollare le spalle
e per te il conio delle monete
è quello.
Se ti sciogliessi come l'elastico,
quanta gente ti chiamerebbe camerata
o compagno!
Ma tu vuoi soltanto il nome di amico.
Dove passi, le strade guizzanti
si tendono come raggi di luce.
Non hanno ragione i "dritti"
di farsi da parte?