Abbiamo occupato i primi posti
al banchetto della vita,
Signore.
Ma tu verrai
e ci dirai:
«Amico, fatti in giù».
Loro, gli altri,
sono rimasti fuori.
Li abbiamo braccati come lupi,
li abbiamo frustati con la schiavitù:
perché avevano la pelle nera.
Li respingiamo dalle scuole,
dai teatri e dai bar:
perché hanno la pelle nera.

Abbiamo occupato i primi posti
al banchetto della vita,
Signore.
Loro, gli altri,
sono rimasti fuori.
Li cingiamo di filo spinato,
perché sono lebbrosi.
Per noi, essi sono la Paura:
hanno le occhiaie vuote,
le labbra sibilanti.
Noi
abbiamo le guance profumate,
ben rasate, ben dipinte;
siamo belli,
Signore.

Abbiamo occupato i primi posti
al banchetto della vita.
Loro, gli altri,
sono rimasti fuori.
Non possono reggersi:
se li mangia la fame.
Si riempiono lo stomaco d'acqua,
hanno il ventre rigonfio.
Tengono il capo abbassato
tra le gambe stecchite;
e sono sporchi.
Noi gustiamo la pizza
(è così buona!),
ci sorbiamo il gelato e la cassata;
abbiamo nel salotto
la TV digitale.
Siamo gente per bene noi,
Signore.

Abbiamo occupato i primi posti
al banchetto della vita.
Loro, gli altri,
sono rimasti fuori.