Noi ti vogliamo sveglio,
ed invece tu dormi.
La nostra barca affonda
negli orrori del male.
La bussola è tradita
dal magnete dell'«io»,
che attira verso il nulla
ogni slancio di vita.
Tu dormi; non ascolti
l'agonico implorare
di un mondo che ha smarrito
la rotta della luce.
Tu dormi; non osservi
le ondate di stoltezza
che travolgono viva
la nostra aspirazione.

Noi ti vogliamo sveglio;
ci basta il lieve schermo
di una palpebra chiusa
per sentirci lontani
dal tuo sguardo creatore.
Eppure tu conosci
ogni stilla del mare;
sai chiamare per nome
le brezze e le bufere.
Il tuo sonno è la voce
che c'invita a scoprire
sotto l'occhio pulsante
l'essenza della vita.

Tu vegli. Sei la luce
dell'estremo orizzonte;
sei il polo che addensa
la forza salvatrice.
Fa' che il naufrago grido
del vuoto esistenziale
si plachi nell'approdo
fulgente del tuo amore.