Le rondini,
che ricamano il cielo di voli
nella luminosa stagione,
con le prime nebbie d'autunno
migrano lontano.

Resta, immenso,
immutabile,
lo spazio azzurreggiante dell'aria.

La nave,
che suscita spume
dall'acqua iridata,
scompare a poco a poco,
si fa un punto,
un'ombra che appena segna l'orizzonte,
un nulla.

Resta la distesa del mare sconfinato,
vita profonda,
con il suo mondo abissale.

Tutto passa,
vien meno,
muore:
ciò che è caduco,
ciò che è sogno,
chimera,
gioco fallace.

Resta soltanto
eternamente,
l'Infinito.