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Da quando mi rincorri?
Da vent'anni? da trenta?
Ti sento ansimare alle mie spalle.
Talvolta il tuo respiro è quasi un rantolo.
Da quando mi rincorri?
Forse da venti secoli?
Dal giorno in cui trasudasti i miei peccati
di sangue?
C'è stato un mutismo arrugginito
sulle mie labbra
screpolate dal gelo;
ma i miei polmoni hanno assorbito
aghi di disagio,
perché tu
ostinatamente
hai cercato il mio volto.

Da quando mi rincorri?
Dal punto eterno
del tuo pensiero segreto?
Io non sono
che un'infinita sete.
Non sono che una macchia di stoltezza
spiaccicata
sul tuo disegno limpido.
Ma sempre mi raspa
l'incandescente voce
del tuo passo che insiste alle mie spalle.
Fammi incappare a forza nel tuo laccio;
artigliami
con la salvezza.