Non vedo il gradino,
eppure sollevo il mio piede
nell'ombra,
nel vuoto.
Mi manca il respiro dell'aria:
ma devo.
C'è sempre un riposo,
c'è sempre un solingo abbandono
che attira:
non posso.
Né tu mi concedi riserva
di forze.
Ti piace vedermi arrancare
spingendo una dura montagna;
ti piace ogni giorno
vedermi sospesa
dinanzi al domani.
Ti chiamo; non senti?
Fra un'ora sarà la sconfitta.

E tu vuoi che sempre
nel «dopo» che svela il mistero
io dica:
«Lui c'era ».