Signore, sei un ladro.
Mi rubi i gingilli dell'illusione,
mi strappi al tepore della mezza via,
laceri crudamente
la mia sicurezza terrena.
Non sei contento
se non mi vedi mendicare frusto a frusto
il tuo solo sapore.

Signore, sei un pazzo!
Mi dici di odiare mio padre e mia madre
finché il legame del sangue
sia divenuto eterna fusione.
Vuoi ch'io mi butti a marcire nel tuo solco
per una vita che sfugge ai miei sensi;
vuoi accecarmi di luce,
travolgermi nella grazia.
Sei un terribile pazzo d'amore!