Cadde un seme
E l'albero crebbe.
Che aveva quell'albero?
Era come gli altri.

Sfibrò la terra
per tessere le foglie;
divorò la luce.
Era un albero come gli altri.

Spazzò l'aria con le fronde;
giocò a rimpiattino
nella nebbia di novembre;
annerì d'ombra
il nero delle formiche.
Che aveva quell'albero?
Era come gli altri.

Le radici sostennero il peso
degli anni
e le piume
dei nidi.
Ruotarono intorno ai rami
le sarabande dei mesi
lasciando la firma
nella corteccia.
Che aveva quell'albero?
Era come gli altri.

Venne un uomo
e diede il primo colpo
di scure;
poi fu una tempesta d'acciaio.
Il solito schianto,
il solito spogliamento:
rami di qua, tronco di là.
Era proprio un albero come gli altri.

Ma fu piantato
fra ossa di morti
in un giorno
buio.
Sentì ancora l'acciaio:
chiodi e martello.
E portò un peso:
non d'anni, non di nidi;
un peso d'universo,
un peso d'infinito;
un peso d'amore
carnefice.
E illuminò la terra
con un'ombra
incrociata.

Che aveva quell'albero?
Era come gli altri

E toccò Dio.