Hai baciato la morte
con lo strazio divino della croce,
l'hai fatta trasalire di dolcezza,
le hai dato un nome inebriante: Amore.
Ed ecco sulla terra
s'è sollevato il grido della vita,
e tutto è stato grazia,
e tutto è stato gloria.
Il tripudio degli angeli ha cantato
un peana infinito,
il peana del forte che trionfa
nell'intimo dei cuori
con un cruento dono d'innocenza,
con la struggente nostalgia d'amore.
Il peana del grande che trascende
ogni umano languore
e incontenuto libra il suo fulgore
nell'immenso dei cieli.
E l'eco s'è diffusa travolgente
nei secoli affamati;
ha scavato nell'ombra
uno spazio di luce trasparente
svelando una speranza immacolata.
E ardente vibra ancora
sulla nostra grettezza sconsolata
che trema al profilarsi del dolore.
Vibra sulla miseria che ci opprime
in un andar pesante
senza voli di limpido ardimento.
Vibra sul nostro gemito ribelle
che oscura la purezza della terra.
Eterno che risorgi,
bacia ancora la morte
che ci tocca col gelido suo dramma
nel profondo dell'anima smarrita.
E fa' che il grido santo della vita.
erompa col peana di vittoria
dal respiro del nulla che in te crede
e vuol cantar soltanto la tua gloria.