Imbevvero una spugna nel sangue
scottante di martirio:
volevano cancellare il tuo nome.
Ma la croce trionfò della rabbia impura.

Assordarono di clamori superbi
la parola della Verità:
volevano confondere il tuo nome.
Ma l'eresia si rivelò un deserto.

Tentennanti sul loro debole trono
spiarono la tua potenza immortale:
volevano asservire il tuo nome.
Ma il regno di pace penetrò nei cuori.

Con le labbra fetide di derisione
si proclamarono liberatori del pensiero:
volevano infamare il tuo nome.
Ma fremettero di vergognosa rovina.

Impennandosi nella ribellione
ruggirono le bestemmie proterve:
volevano folgorare il tuo nome.
Ma il fuoco li punse nel cuore.

Ancora nelle steppe spasimanti
l'urlo metallico della materia
cerca di soffocare il tuo nome.
E tu attendi vegliando la tua ora.

Sospesi nell'angoscia mortale
t'imploriamo per la loro miseria:
ricordati che il tuo nome è salvezza.
Travolgili nel mistero d'amore.