Le corolle profumate
sono tutte in movimento.
Il fringuello le ha invitate
ad un gran ricevimento:
fra di loro la più bella
diverrà un'argentea stella.

Mentre ancor la notte dura
incomincia il lungo viaggio.
Esse, no, non han paura;
le accompagna il chiaro raggio
della luna, che dal cielo
lor sorride senza velo.

Quando all'alba spunta il sole,
la violetta più piccina
avanzare più non vuole,
perché è stanca, poverina,
ed ha tanta, tanta sete!
Le sorelle sono inquiete

e si mettono a implorare
una bianca nuvoletta.
Quella dice: «Devo andare
fino al monte; ho tanta fretta!».
Ed intanto dal languore
la violetta quasi muore.

La gentil margheritina
dice allor: «Lungo la strada
ho trovato stamattina
una goccia di rugiada;
la farò su te cadere
e così tu potrai bere».

Allo spiazzo della festa
sono giunte finalmente;
e gl'insetti, banda in testa,
le ricevon trionfalmente.
C'è laggiù, fra le sue ancelle,
la fatina delle stelle.

Le corolle profumate,
risplendenti di bellezza,
son da lei complimentate
con affetto e gentilezza.
Ma la bianca margherita
è assai flaccida e appassita.

Poco dopo alla fatina
tutto viene raccontato;
e con limpida vocina
essa dice: «Ho decretato!
Margherita è la più bella
e sarà un'argentea stella».